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Allevamento

Il Medaka (Oryzias latipes) è un pesce rustico e molto adattabile: può vivere sotto il ghiaccio con temperature dell’aria inferiori a 0 °C (evitando chiaramente che tutto lo strato d’acqua congeli completamente) fino ad oltre 40 °C, sopporta acque con scarso contenuto di ossigeno e con molti nutrienti (situazioni tipiche delle risaie) e sono necessari pochi litri per ogni esemplare. Queste caratteristiche ne fanno un ospite perfetto per acquari interni o per laghetti e mini-pond da giardino.

Dove allevarlo
   
In acquario:
 

Vasca e dimensioni

E' particolarmente indicato per acquari di piccole-medie dimensioni, garantendo preferibilmente un litraggio di circa 4-5 litri/esemplare. Le vasche devono essere ben piantumate con piante sommerse e galleggianti, ma con aree libere per il nuoto e con un movimento dell’acqua non troppo elevato. Per questa specie sono ottimi anche gli acquari a sviluppo orizzontale. Il riscaldatore, se allevato in ambienti normalmente riscaldati, non è necessario (sempre evitando sbalzi repentini).

Compatibilità

Può convivere con altri pesci pacifici di medio-piccole dimensioni e con esigenze simili, gamberetti e molluschi acquatici.

Non può essere allevato con pesci predatori, aggressivi o di grandi dimensioni, anfibi e tartarughe carnivore

In laghetto:

Contenitori

Può essere allevato in laghetti da giardino, mastelli e mini-pond. Per garantire un buon equilibrio del sistema, sono da preferire contenitori di almeno 50-60 litri e profondi 40-50 cm.

 

Compatibilità

E' sconsigliata la convivenza con koi, gambusie ed altri pesci predatori di grandi dimensioni. Può convivere, in ampi spazi ricchi di piante e nascondigli, con i pesci rossi e con altri pesci pacifici di medio-piccole dimensioni.

Predatori e pericoli (all’esterno)

larve di libellula, larve di ditisco, notonette e altri insetti predatori, gamberi (prevalentemente Procambarus clarkii), rane (in ambienti ristretti possono predare pesci).

 
Far nascere le uova

Partire dalle uova è il sistema migliore per chi vuole godersi l’emozione di seguire lo sviluppo dei propri pesci dalla nascita fino all’età adulta. Le uova dei medaka sono resistenti, sopportano gli sbalzi termici e sono facili da trasportare; l’unica differenza rispetto a quelle dei killifish (ai quali vengono paragonati) è che si schiudono in tempi relativamente brevi (indicativamente 10-15 giorni a seconda della temperatura) e che, per evitare la morte dell’embrione, devono essere mantenute sempre umide o in acqua.

Un uovo fecondato e sano si presenta inizialmente trasparente o giallastro e, dopo un paio di giorni, è già possibile osservare l’embrione in formazione. Uova opache o di colore bianco-latte o non sono state fecondate, oppure non sono più vitali.


Per far schiudere le uova e averle maggiormente sotto controllo è possibile utilizzare dei piccoli contenitori (vaschette da gelato, bicchieri da birra, ecc.) riempiti con acqua di rubinetto (trattata con biocondizionatore) o prelevata da un acquario o da un laghetto già avviato.

 

Una volta ricevute le uova è bene farla acclimatare gradualmente alla temperatura del nuovo contenitore cercando, una volta rovesciate all’interno, di farle stare ben distanziate fra loro. Durante gli spostamenti capita spesso che le uova si attacchino fra loro in un’unica matassa, per via dei filamenti adesivi presenti su ogni uovo (che permettono l’adesione alle piante e agli arredi). Le uova ammuffite e diventate bianche vanno subito eliminate. La vaschetta potrà essere collocata, a secondo della situazione e della stagione, in casa (in un qualsiasi luogo sicuro o, magari, sopra al coperchio di un acquario) o all’esterno (evitando posizioni in pieno sole). In attesa della schiusa l’unica operazione da fare è, all’occorrenza, mantenere l’acqua pulita e ossigenata facendo cambi parziali o totali; in questa fase può essere utile l’inserimento di un aereatore da acquario.

I tempi di schiusa sono influenzati dalla temperatura: a 25 °C costanti impiegano circa 10 giorni a nascere. Dopo la nascita gli avannotti rimarranno fermi sul fondo e saranno poco attivi per qualche ora, per poi iniziare a nuotare liberamente e, in seguito, a nutrirsi. Una volta nati andranno trasferiti in una vasca apposita (con un maggior volume, con piante sommerse che aiutino la filtrazione o con l’ausilio di un filtro ad aria o un aereatore), nell’acquario definitivo o nel laghetto esterno (in primavera-estate).

Nel caso che le uova siano state deposte sugli steli o sulle radici di piante acquatiche, su alghe o sugli appositi “mop” sarà sufficiente trasferirli all’interno della vasca di crescita e aspettare che le uova si schiudano autonomamente, assicurandosi di garantire acqua pulita e ossigenata.

Chi opterà per un acquario dedicato ma vorrà controllare facilmente le uova, potrà mantenerle all’interno di sala-parto o dentro le gabbiette di rete apposite per avannotti. E’ bene tener presente che, nei primissimi periodi dopo la nascita, gli avannotti di Oryzias latipes sono in grado di passare dalle maglie di rete di queste gabbie e fra le sbarre delle sala-parto (perlomeno dei modelli più diffusi in commercio e che abbiamo testato direttamente).

 
Far crescere gli avannotti

Dal giorno dopo la nascita i piccoli accettano subito cibo secco in polvere specifico per avannotti o altro cibo vivo di piccolissime dimensioni. Dopo circa 5-6 giorni, a seconda del tasso di crescita, saranno in grado di predare naupli di artemia appena schiusi o altro cibo vivo. La nutrizione nelle prime fasi di vita è uno dei fattori più importanti per avere pesci sani e longevi. Gli avannotti vanno nutriti circa 3 volte al giorno. Sebbene possano essere fatti crescere esclusivamente usando mangimi secchi, l’utilizzo di cibo vivo permette di ottenere una crescita più rapida. Le alte temperature, fino ad un certo livello, aumentano il metabolismo dei piccoli e la loro crescita.

Il secondo fattore basilare per un corretto sviluppo è lo spazio: più il volume della vasca sarà maggiore (e minore la densità degli esemplari) e migliori saranno i risultati. Bisogna tener presente che gli adulti predano gli avannotti (fino a quando non raggiungono una certa dimensione) e che anche tra fratelli (o fra giovani) sono possibili fenomeni di cannibalismo fra esemplari di diverse età o con diversi tassi di crescita.

 
Alimentazione

Il Medaka in natura è un micropredatore che si nutre di zooplancton, crostacei, vermi, larve e piccoli insetti.

In allevamento accetta tranquillamente mangimi secchi (in polvere, granuli o scaglie) di adeguate dimensioni. La dieta può essere arricchita con prede vive o mangimi surgelati (artemie, larve di zanzara, Chironomus, ec.) sempre di dimensioni paragonabili alla loro bocca.

Conferenza tenutasi il 14 settembre 2017 durante la 1a Esposizione Italiana di Medaka - Italian Koi Show, Cesena.

Nella terza parte Roberto Pellegrini illustra la riproduzione e le esigenze di allevamento, in acquario e in laghetto, del medaka (Oryzias latipes).